Frosolone, in breve
Frosolone (Frescëlonë in molisano, Frusëlónë nel dialetto frosolonese) è un comune italiano di 2 719 abitanti della provincia di Isernia, in Molise.
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Prima della conquista romana, il territorio di Frosolone era abitato da popolazioni di ceppo sannitico, come testimoniato dalla presenza di recinti di mura megalitiche poligonali visibili sulla montagna sovrastante l'abitato, in località Civitelle. I resti sono riconducibili a un cosiddetto insediamento d'altura, ossia un abitato fortificato di dimensioni relativamente contenute, probabilmente utilizzato soltanto in determinati periodi dell'anno e con funzioni prevalentemente difensive. Tra l'età sannitica e quella romana sarebbe sorto un primo insediamento a valle, a nord dell'attuale quartiere Sant'Angelo.
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Chiesa di Santa Maria Assunta Di origine medievale, fu consacrata una prima volta nel 1309. Gravemente danneggiata dal terremoto del 1456, fu interessata da lavori di trasformazione conclusi nel 1531. Il terremoto del 1805, detto anche «di sant'Anna», provocò nuovi danni e rese necessari ulteriori interventi, al termine dei quali la chiesa fu riconsacrata nel 1877. L'edificio presenta pianta rettangolare, con campanile turrito concluso da una cuspide a cipolla. La facciata è scandita da paraste e alterna superfici intonacate a elementi lapidei; il portale è decorato da vetrate artistiche. L'interno, di gusto barocco, è a navata unica e presenta una semicupola in corrispondenza del transetto.
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Il nome di Frosolone è stato occasionalmente utilizzato in chiave ironica nel mondo dello spettacolo, anche per la sua assonanza con Frosinone, toponimo maggiormente noto al pubblico nazionale e spesso richiamato nella comicità di ambiente romano. Una delle prime citazioni cinematografiche risale al film Il merlo maschio del 1971, diretto da Pasquale Festa Campanile e interpretato da Lando Buzzanca, tratto dal racconto Il complesso di Loth di Luciano Bianciardi. Tra il 1974 e il 1975 il programma radiofonico L'altro suono, condotto da Mario Colangeli con Anna Melato e Antonio De Robertis, rese popolare la frase «aridamme lo fazzolettone che t'aggio portato da Frosolone», tratta dalla canzone tradizionale Me ne vuoglie ì a Capracotta.
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L'economia di Frosolone è stata storicamente legata all'allevamento, in particolare ovino, all'agricoltura e alla lavorazione artigianale dei metalli. Quest'ultima attività, specializzatasi nella produzione di forbici e coltelli, ha rappresentato per lungo tempo uno degli elementi maggiormente caratterizzanti dell'economia e dell'identità del paese. Accanto a tali attività si svilupparono le produzioni agricole, prevalentemente destinate al consumo locale, e le attività commerciali e di servizio necessarie a una popolazione storicamente consistente rispetto a quella dei centri circostanti. La lavorazione del ferro e dell'acciaio costituisce una delle più antiche specializzazioni produttive di Frosolone.
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Frosolone, quarto comune della provincia di Isernia per popolazione, sorge a 894 m s.l.m. Il territorio comunale, prevalentemente montuoso e di carattere appenninico, presenta una notevole escursione altimetrica, estendendosi dai circa 500 metri delle vallate fino agli oltre 1.400 metri delle vette più elevate. Il clima di Frosolone è di tipo appenninico-continentale, caratterizzato da inverni lunghi e freddi e da estati generalmente fresche e ventilate. Durante la stagione invernale sono frequenti e talvolta abbondanti le precipitazioni nevose, che possono verificarsi indicativamente da novembre ad aprile, favorite dall'altitudine e dall'esposizione alle correnti fredde e umide provenienti dai Balcani.
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