Pescolanciano, in breve
Pescolanciano (Pesculangiànë in molisano) è un comune italiano di 770 abitanti della provincia di Isernia in Molise. Per la sua posizione geografica è considerato la "porta dell'Alto Molise".
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Sembra che il castello sia sorto su un originario sito fortificato sannitico, seppur documenti certi d'archivio evidenziano una presenza fortilizia solo dall'epoca di Alboino, intorno al 573 d.C. Alcuni storici ritengono la sua costruzione essere posteriore e risalente all'epoca di Carlo Magno, circa l'810, o di Corrado il Salico, il 1024. Alcune testimonianze riferiscono che con la discesa di Federico II, il territorio di Pescolanciano era governato da un feudatario, Ruggero di Peschio-Langiano, che ricevette ordine dal re di rimuovere i Caldora di Carpinone, smantellando il loro castello, di assediare Isernia e quei feudi ostili a re Federico. Tale spedizione fu organizzata nel fortilizio allora esistente e da esso prese le mosse nel 1224.
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Castello D'Alessandro. La struttura del castello, a pianta esagonale, ha tutte le caratteristiche di un presidio di difesa perché in posizione elevata e con un ampio raggio di visuale sulla valle sottostante, quella del Trigno, e sul tratturo Castel di Sangro-Lucera, nonché circondato da rocce a strapiombo che lo rendono inaccessibile dai diversi lati. Chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore Chiesa valdese Cappella gentilizia di Sant'Alessandro, all'interno del castello D'Alessandro Chiesa di Sant'Antonio (ruderi) Chiesa di San Basilio (ruderi) Il fronte principale è preceduto da un ristretto sagrato che conserva, incassato nel muretto, il bassorilievo di un leone rampante di fattura proto rinascimentale.
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Nel 2014, sono stati inaugurati a Pescolanciano tre musei: Museo della ceramica di Pescolanciano Museo della civiltà contadina Museo dei castelli d'Italia Questo nell'ottica di un progetto di creazione di un paese-museo, che inviti i turisti a seguire un percorso guidato di visita del paese con le sue aree storiche, le chiese, i musei ed il castello. Il rito della "sfilata dei covoni" si inserisce nella Festa di Sant’Anna e nasce come ringraziamento verso la Santa da parte dei sopravvissuti al grande terremoto del 26 luglio 1805. In tale occasione, come in tanti altri riti tradizionali del Molise, si fondono elementi di devozione religiosa con elementi più antichi, appartenenti alla cultura contadina.
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Gran parte del territorio di Pescolanciano e buona parte dell'abitato si estendono lungo il tratturo Castel di Sangro-Lucera che, fatta eccezione per il tratto che attraversa il paese, ha conservato intatte le sue caratteristiche di vasto sentiero erboso. L'ambiente montano è costituito da terrazzamenti a lievi pendenze che vanno a formare morbide colline, conche pianeggianti e lunghe vallate, creando un paesaggio vario ed articolato ma morbido e ondulato. I campi aperti, a saltus, costituiscono la dominante paesistica di un territorio che è come un immenso pascolo, interrotto, soprattutto ai confini, da vaste aree boschive e chiuso da dolci profili montuosi: siamo nel tipico ambiente appenninico dove la natura si conserva quasi inviolata.
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