Venafro, in breve
Venafro (Venafrë in dialetto locale) è un comune italiano di 10 656 abitanti della provincia di Isernia in Molise. Ha origini molto antiche, risalenti al popolo italico dei Sanniti, dove nel III secolo a.C. combatterono aspramente contro Roma durante le guerre sannitiche. Nell'89 a.C. Venafrum fu teatro di uno scontro decisivo contro Roma dove guerreggiò il gruppo dei popoli della "Lega italica", nella cosiddetta "Guerra sociale". Nel Medioevo, fu invasa dai Longobardi, e divenne dal VI secolo sede di una diocesi, nonché importante centro di passaggio da Molise e Abruzzo per Napoli.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Benché la sua fondazione sia attribuita a Diomede, personaggio della mitologia greca figlio di Tideo e di Deipile, ha nell'antico nome di Venafrum origini sannitiche Nella piana, in diversi punti sono stati rinvenuti numerosi reperti che fanno pensare all'esistenza di insediamenti umani già in epoca preistorica. Durante la Guerra sociale, il frentano Mario Egnazio la espugnò a tradimento e fece strage di sei coorti romane. Anche Silla la rase al suolo. Nel gennaio del 49 a.C. Pompeo Magno venendo da Teano, vi fece sosta. Ma le prime notizie certe dell'esistenza di Venafro risalgono al 300 a.C.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Il consistente numero di chiese sul territorio venafrano ha dato a Venafro l'appellativo di città delle 33 chiese». Si tratta di molte chiese di dimensioni ed epoche varie che sorgono nel centro storico e nella zona pedemontana. Purtroppo molti luoghi di culto oggi sono chiusi al culto e abbandonati. concattedrale di Santa Maria Assunta Il massimo tempio della città è situato ai piedi del Parco Oraziano. Attualmente è concattedrale della diocesi di Isernia-Venafro.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Il museo archeologico di Venafro è ospitato all'interno del ex monastero seicentesco di Santa Chiara, in cui aveva trovato sede il piccolo museo civico istituito nel 1931 in seguito ai ritrovamenti archeologici del 1919 in località Terme di Sant'Aniello. Oltre all'antica raccolta il museo conserva anche i ritrovamenti provenienti dai recenti scavi archeologici che hanno permesso di conoscere meglio l'insediamento sannitico e la Venafro di età imperiale. Il museo nazionale di Castello Pandone è frutto del lavoro delle strutture territoriali del ministero per i beni e le attività culturali.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Ci sono tre istituti scolastici statali: l'Istituto di Istruzione Secondaria "Antonio Giordano" che comprende il Liceo Classico, il Liceo Scientifico e l'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri nonché indirizzi di istruzione professionale. Per il primo ciclo d’istruzione sono presenti l'Istituto Comprensivo "Leopoldo Pilla" con la scuola dell'infanzia (a Ceppagna) e quella primaria e secondaria di primo grado, l'Istituto Comprensivo "Don Giulio Testa" che ospita la scuola dell'infanzia e la scuola primaria. Infine ci sono altri istituti privati.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Venafro è l'unico centro molisano a potersi fregiare del marchio "Mozzarella di Bufala Campana D.o.p.", lo stesso per quanto riguarda la "Ricotta di Bufala Campana D.o.p.". Ciò deriva dal fatto che in zona esistono diversi produttori di questo prodotto caseario dal momento che la città fino all'unita d'Italia apparteneva alla "Terra di Lavoro" e quindi conserva tradizioni anche gastronomiche campane. Altro prodotto tipico è il rinomato olio extravergine d'oliva, già famoso nell'antica Roma, denominato "Aurina". La produzione avviene nelle immense distese di olivi che coprono le colline del territorio e parte della piana. Famose sono le verdure prodotte negli orti di Venafro, il pane e i taralli all'olio di oliva.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
L'agricoltura viene praticata tradizionalmente a livello familiare. In particolare è tuttora attiva la storica produzione di olio d'oliva: Venafro ha ottenuto lo status di "Città dell'olio", e vanta una specie autoctona di ulivo, l'Aurino. Ci sono molte aziende agricole nella piana. Il territorio inoltre è stato compreso tra quelli idonei alla coltivazione del vitigno “Tintilia”.Tale vitigno, riconosciuto autoctono del Molise, quindi tutelato dalla legge con la impossibilità di impianto in altre aree del territorio italiano, può essere coltivato per ottenere uve destinate alla vinificazione per la produzione della DOP “Tintilia del Molise”.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Il comune è situato nell'estremo Molise occidentale ai confini con il Lazio e la Campania (è anche uno dei quattro comuni della regione Molise, insieme a Pizzone, Pozzilli e Tufara, il cui territorio confina con due regioni) e sorge ai piedi del monte Santa Croce (1.026 m s.l.m.), ad un'altezza di 222 m s.l.m., mentre l'altezza del territorio comunale varia da 158 a 1.205 m s.l.m. Il territorio comunale si estende nella omonima piana, attraversata dai fiumi Volturno e San Bartolomeo, le cui sorgenti sono localizzate proprio nel centro di Venafro, lì dove si trova il laghetto "la pescara".
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.