Macchia d'Isernia, in breve
Macchia d'Isernia è un comune italiano di 1 028 abitanti della provincia di Isernia in Molise.
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Il nome ricorda le origini del paese nel X secolo, anche se delle citazioni parlano di una Maccla Saracina esistente all'epoca dei Sanniti. Maccla riguarda l'area boschiva nei pressi di Isernia, mentre "Saracina" da "serra" significa la roccia sopra cui sorge il borgo medievale. Probabilmente all'epoca romana, siccome si trovava a pochi passi da Aesernia, doveva avere qualche casa colonica, e delle taverne di ristoro dei viandanti, come suggerisce il nome della località Taverne. Una testimonianza del bassorilievo di Calidio Erotico, oggi conservato a Parigi, parla di un oste del posto, che aveva fatto scolpire la lapide per offrire prestazioni amorose insieme all'alloggio per il ristoro.
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Castello baronale D'Alena: il castello occupa una consistente porzione dell'antico borgo circolare. Fu edificato nel 1100 circa da Clementina, figlia di Ruggero II Normanno, re di Sicilia, quando il feudo fece parte della contea di Ugone del Molise. Il presidio passò nelle mani degli Angiò, degli Afflitto e dei baroni Rotondi. Nel 1480 fu restaurato in stile rinascimentale come residenza patrizia, acquistato da Giovanni Donato della Marra, che fu conte di Macchia. Nel 1748 il castello fui venduto a Maria Grazia Rotondi, poi ceduto a Nicola d'Alena. Celeste d'Alena fu baronessa di Macchia, sposatasi con i Frisari, conti di Bisceglie e patrizi di Castel San Vincenzo.
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